Amare se stessi

Amarci guarisce e ci fa felici.Ed é il miglior regalo che possiamo offrire agli altri...!!!

separador

Mia madre mi diceva sempre che la felicitá é la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi domandarono cosa avrei voluto essere quando sarei diventato grande. Dissi “felice”. Mi dissero che non comprendevo la domanda…

Ed io risposi che loro non comprendevano la vita.

John Lennon

Se mi chiedessero se sono completamente felice, la mia risposta sarebbe, praticamente sempre, di no. Che lo sarei se alcune circostanze migliorassero, cambiassero o si risolvessero favorevolmente. Quasi sempre mancherebbe “qualcosa” per sentirmi felice o, almeno, per sentirmi pienamente felice.

La vita molte volte sembra si riduca nel trattare di modificare questo insieme di circostanze che “vanno male”, che sarebbero quelle che ci impediscono di essere pienamente felici.

Non ci sarebbe niente di male in questo se se alcune volte davvero potessimo risolvere questi innnumerevoli problemi e raggiungessimo infine lo stato di benessere che tanto desideriamo. Ma passano gli anni e ció sembra succedere molte poche volte.

La vita non é un problema che dev’essere risolto, ma una realtá che dev’essere sperimentata.

Soren Kierkegaard

Chissá che l’unico problema reale sia l’aver accettato questa regola sbagliata, aver adottato la credenza per cui la felicitá dipende dalla soluzione di certi problemi.

Parlando di regole, ti presento un gioco molto semplice, che probabilmente conosci giá. Si tratta di evitare che il gatto scappi dal tabellone:

Clicca sui cerchi…  


Tuttavia, nulla ci impedirebbe di tornare a definire le regole di questo gioco cosí semplice. Potremmo giocare cercando di favorire il gatto ad abbandonare in fretta uno spazio in cui chiaramente non vuole rimanere. Con queste nuove regole vinceremmo sempre.

Chiaro che allora il gioco diventerebbe molto noioso e prevedibile. In cambio, se ci permettessimo di rivederere le nostre credenze, che sono le regole con le quali “giochiamo” ogni giorno a questo gioco cosí particolare che é la vita, potremmo definirle in maniera tale che, succeda quello che succeda “fuori”, noi possiamo sentirci bene interiormente.

La vita non é sperare che la tormenta passi, nemmeno aprire l’ombrello affinché tutto scivoli via…

É imparare a ballare sotto la pioggia.

E se stessimo partecipando al “gioco della vita” con molto impegno e con tutto il nostro entusiasmo…ma spaventandoci per alcune regole sbagliate?

In ogni momento delle nostre vite, in ogni circostanza, quasi senza eccezioni, esistono sufficienti elementi meravigliosi per riempirci di soddisfazione, di felicitá piena. Peró al posto di meravigliarci e godere di ció che ogni istante ci offre, diamo per scontati questi piccoli miracoli, li consideriamo ordinari, naturali e quotidiani, e, invece, evidenziamo e ci concentriamo su ció di cui il momento manca.

La miglior “regola”, quindi, é apprezzare in ogni circostanza quello che la vita ci sta regalando, e goderlo pienamente. Quello che oggi non abbiamo (ció che ancora non abbiamo!) sará probabilmente ció con cui la vita, sempre generosa e abbondante, ci sorprenderá in qualche altro irripetibile momento…

Axel Piskulic

Quella che segue é un’intervista a Enriqueta Olivari, autrice del libro “El amor de tu vida” (L’amore della tua vita), che in origine fu pubblicata in Libros colgados.

Il tuo libro é una guida per amare se stessi. Potresti spiegare in cosa consiste ció?

Foto di scrittrice Enriqueta Olivari

Amare se stessi é, prima di tutto, accettazione incondizionata e completa di tutti i nostri aspetti.

Dobbiamo iniziare amando il nostro corpo cosí com’é, senza forzarlo ad assomigliare a un modello che ci hanno imposto. Amarlo, prendersene cura e rispettarlo da dentro e da fuori, incondizionatamente.

Il passo successivo é accettare e saper esprimere adeguatamente tutte le nostre emozioni, dato che ciascuna di queste compie una funzione positiva, se conosciamo qual’é e come metterla in atto. Al contrario, ci deprimiamo, proviamo ansia o ci ammaliamo. Per questo l’espressione adeguata di ció che proviamo é fondamentale per condurre una vita sana e piena di vitalitá.

C’é inoltre da imparare ad usare la nostra mente, per poter utilizzarla a nostro favore, e non contro di noi. La mente é uno strumento magnifico, se sappiamo come approfittarne.

É importante anche conoscerci e amarci al livello dell’anima, per crescere spiritualmente e avere vite realmente significative.

Nel mio libro dedico un capitolo ad ognuno di questi aspetti, affinché l’Amore verso noi stessi sia profondo e pieno.

Perché soffriamo per amore?

Perché cerchiamo e speriamo che gli altri ci diano l’Amore che in realtá giá abbiamo dentro. Ció crea relazioni di dipendenza e attaccamento, che inevitabilemente ci portano a soffrire. Ma se una persona ama se stessa, potrá condividere Amore, e in questa condivisione c’é libertá, rispetto, e una profonda crescita. Quindi se abbiamo qualcuno con cui condividerlo, lo viviamo e ne siamo grati. Ma se non abbiamo nessuno, seguiamo ugualmente felici con noi stessi, perché giá sappiamo che l’Amore non dipende da nessun altro, ma dalla nostra condizione naturale, é il nostro stato d’essere..

Che differenza c’é tra amare se stessi ed essere egoisti?

La persona egoista non si ama, non si accetta, in realtá si odia e si castiga. Per questo puó solo prendere dagli altri, perché non ha Amore da dare. Non ama gli altri, ma nemmeno ama se stessa. Se uno si ama, dare, aiutare, condividere é qualcosa di abituale, che fluisce senza nessuno sforzo. Ognuno ha una riserva illimitata di Amore, dal momento che é in contatto con la fonte, che giace dentro a ciascuno di noi.

Clicca sull’immagine muovendo il mouse


Come si puó superare il sentimento di solitudine?

Prima bisogna accettarla, dal momento che é la nostra condizione intrinseca. Meditare aiuta molto a fare la pace con questo dato di fatto. In questi momenti di solitudine possiamo sviluppare la nostra creativitá, fare ció che ci piace e ci realizza, dedicarci a imparare cose nuove, e viverla come una luna di miele con noi stessi. Dobbiamo riempire questo vuoto con Amore verso noi stessi. Allora giá non ci si sente soli perché si gode della propria compagnia. Nel mio libro dó una gran varietá di suggerimenti e strumenti affinché stare con se stessi sia una fonte di piacere, pace e allegria.

L’amore é qualcosa che si impara?

Assolutamente. Tutti nasciamo con la capacitá di amare, ma non ci hanno insegnato a svilupparla e viverla in maniera sana, piuttosto tutto il contrario. Ci hanno inculcato una serie di credenze che ci portano al dolore, alla dipendenza e carenza affettiva e quindi a relazioni malate. Per questo é necessario rieducarci e scoprire nuovi modi di amarci e di amare gli altri. In realtá é un arte, e come tale c’é da imparare e praticare quotidianamente.

Perché credi che amare noi stessi sia cosí importante?

Per varie ragioni. La principale é che l’Amore é la maggior forza che esiste in tutto l’Universo. Senza il contatto con questo, la vita é opaca, carente di significato, colore e luminositá. Senza questo Amore verso noi stessi, la vita puó diventare un incubo, perché ci sentiamo miserabili, mancanti, stressati e vuoti. Sconnessi.

É importante anche perché solo amando noi stessi possiamo manifestare relazioni sane, armoniose e che ci apportano pienezza e crescita. Al contrario, creeremo relazioni distruttive.

In questi momenti di grande crisi e cambiamenti globali che tutti attraversiamo, la lezione maggiore, e la maggior sfida, é sentire e vibrare Amore, invece che paura. Per poterlo fare, dobbiamo trovare la fonte dell’Amore dentro di noi, per poi, come raggi di sole, poter irradiarlo in tutte le direzioni, a tutte le persone, in tutte le situazioni che ci presenta la vita.

In realtá le storielle qui di seguito non hanno niente a che vedere con il libro di Enriqueta Olivari, ma il loro autore, Liniers, é il creatore di un affettuoso personaggio chiamato, precisamente, Enriqueta…

Storiette di Enriqueta e Fellini, di Liniers

La foto della chiave é di Beorange, una fotografa filippina. L’animazione (la superficie dell’acqua in movimiento cliccando sull’immagine) l’ho realizzata io stesso con Adobe Flash / ActionScript.

Axel

L’immaginazione é la pazza di casa

Santa Teresa di Gesù

Questa frase non si riferisce all’immaginazione creativa e utile, ma al discorso interminabile dei nostri pensieri.

Santa Teresa di Gesù, nata in Spagna nel 1515, paragona questo estenuante dialogo interiore con la “macina” del mulino, un pezzo di legno che aveva la funzione principale di fare un rumore costante, semplicemente per indicare che il mulino stava funzionando. Suggerisce “lasciate parlare questa pazza”, senza interromperla ma prestandole attenzione.

Mi piacque questo paragone. Pensavo a quale sarebbe stata la mia relazione con questa pazza immaginaria di cui parla Santa Teresa, se avessimo dovuto convivere. Starebbe sempre lí, assieme a me raccontandomi i suoi deliri, senza smettere di parlare, chiaramente assorta nel suo mondo immaginario. Naturalmente la lascerei parlare ma non prenderei seriamente le sue parole. E sicuramente in alcun modo mi verrebbe da mettermi ai suoi ordini lasciando che diriga la mia vita. Sarebbe assurdo.

Ma nonostante ció eccomi qui, a scrivere di questi temi per cercare di prendere distanza da questo compagno pazzo, che certamente fa parte di me e con il quale ancora, per la maggioranza del tempo, mi identifico e mi confondo.

Essendo la questione, tale pazzo che sembra ci portiamo nella testa, ecco un video che descrive con molta precisione com’é, molte volte, la nostra relazione con lui.

Axel Piskulic

Comercial ‘Picchio’, di Twistos

I pensieri sono come le nuvole, vanno e vengono, e tu sei il cielo. Non devi fare niente. Se osservi soltanto, senza giudicare, criticare o commentare, ottieni il controllo.

Osho

Un tempo credevo che “la chiave” fosse sentirsi bene, succeda ció che succeda attorno a noi. Oggi parlerei in maniera differente: il segreto é sentirsi bene, succeda ció che succeda nella nostra testa.

Ció che in realtá nel tempo ha offuscato quella che sarebbe potuta essere la mia piena felicitá non furono in realtá i problemi o i conflitti, ma i miei stessi pensieri. Pensavo e mi ripetevo una e piú volte che le cose andavano male, che dovevano andare in un altro modo, e mi preoccupavo immaginando che sarebbero potute ulteriormente peggiorare. Ma guardando obbiettivamente, non ebbi mai problemi troppo seri.

La novitá non fu scoprire che sono una persona particolarmente pessimista o depressa (non lo sono!). La vera scoperta fu comprendere che il pensiero é prevalentemente critico. Bene, fu una scoperta per me…

Se non possiamo né smettere di pensare né cambiare la natura critica dei nostri pensieri, credo dunque che la sfida sia evitare di prendere sul serio ció che pensiamo, come a volte possiamo fare con le brutte notizie che diffondono i media, perché sappiamo che sono solo uno stralcio arbitrario della realtá.

Sono unicamente i tuoi pensieri quelli che ti causano dolore.

Un Corso in Miracoli, Lezione 190

E se il tema é “i pensieri”, i video seguenti sembrano molto appropriati per i loro titoli che potrebbero tradursi in “Pensando a te” e “Il treno dei pensieri”. Ma entrambi trattano, in realtá, di amore, di incontri e allontanamenti. Uno di questi ha un finale inaspettato, sconcertante. Ogni volta che lo vedo mi dispiaccio che non abbia quel “finale felice” che avrei preferito. Ma é cosí, semplicemente perché invece che approfittare di ció che c’é (che é molto e molto valido) i miei pensieri pazzi insistono, come sembra che sembre faranno, a farmi credere che le cose dovrebbero essere diversamente…

Axel Piskulic

Video “Thought of You”, di Ryan Woodward

Link del sito web di Ryan Woodward, creatore di questo video (“Thought of You”)

Video “Train of Thought” (Treno di pensieri), di Leo Bridle

Link al sito web di Leo Bridle, creatore di questo video (“Train of Thought”)

Articoli correlati:

I pensieri

Il testo che segue é stato scritto da Borja Vilaseca.

Una leggenda narra che in un passato lontano noi esseri umani eravamo dei. Ma abusammo talmente dei nostri privilegi, che la vita decise di toglierci questo potere e nasconderlo, sino a che non saremmo realmente maturati.

Foto dello scrittore catalano Borja Vilaseca

Il comitato di eruditi della vita suggerí di seppellire il potere della divinitá sotto terra, nel fondo degli oceani, nella luna…La vita si disfó di tutte queste opzioni: “Vedo che ignorate fino a che punto gli esseri umani sono testardi. Esploreranno, scaveranno o spenderanno una fortuna in navi per cercare di conquistare lo spazio fino a trovare il nascondiglio”.

Il comitato di eruditi non seppe piú che dire. “Secondo ció che dici, non c’é luogo in cui gli essere umani non vadano a vedere”. Nell’ascoltare queste parole, la vita ebbe una rivelazione. “Ho trovato! Nasconderemo il potere della divinitá nel piú profondo del loro cuore, dato che é l’unico luogo in cui a pochi verrá in mente di cercare!”.

Che dire di noi?

Non c’é amore sufficientemente capace di colmare il vuoto di una persona che non ama se stessa.

Irene Orce

(Questo articolo continua qui…)

Pagina 1 di 12123456789101112
line
footer