Amare se stessi

Amarci guarisce e ci fa felici.Ed é il miglior regalo che possiamo offrire agli altri...!!!

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Oggi voglio condividere un frammento del libro ”Le sette leggi spirituali del successo”, di Deepak Chopra, cui il titolo é “La Legge del Dharma, o un obbiettivo nella vita”.

Allo stesso modo di Steve Jobs, nel video dell’articolo anteriore, anche Chopra descrive la relazione tra la vocazione, il lavoro e l’amore. E anche se le idee che espone ci arrivano dalla tradizione di un’India millenaria, in realtá si tratta dello stesso messaggio.

Prima di passare al testo di Chopra ti propongo di vedere questo video, del regista giapponese Kosai Sekine, il cui singolare protagonista scopre finalmente qual’era il suo obiettivo nella vita. Anche se non fu facile…

Axel

Cortometraje Right Place, del director japonés Kosai Sekine.

La Legge del “Dharma”, o un obbiettivo nella vita

Ognuno ha uno scopo nella vita… un dono unico o talento speciale da offrire agli altri. E quando mettiamo questo talento unico a servizio degli altri, sperimentiamo l’estasi, il giubilo del nostro stesso spirito, che é meta ultima di tutte le mete.

Quando lavori, sei come un flauto traverso, il sussurro delle ore scandite dal tuo cuore si trasforma in musica…Che significa lavorare con amore? É tessere una tela con i fili del tuo cuore come se il tuo amato dovesse vestire questa tela…

Khalil Gibran, in “Il profeta”

La settima legge spirituale del successo é la legge del Dharma. “Dharma” é un vocabolo sanscrito che significa “obbiettivo nella la vita”. Questa legge dice che ci siamo manifestati nella forma fisica per realizzare uno scopo. Il campo della potenzialitá pura é la divinitá nella sua essenza, e la divinitá adotta la forma umana per compiere un fine.

Imagen de una flor de loto

Secondo questa legge, ognuno di noi ha un talento unico e una maniera unica di esprimerlo. C’é una cosa che ogni individuo puó fare meglio di qualsiasi altro in tutto il mondo – e per ogni talento unico e per ogni espressione unica di questo talento, esistono anche delle necessitá uniche. Quando queste necessitá si uniscono con l’espressione creativa del nostro talento, nasce la scintilla che crea l’abbondanza. Esprimere i nostri talenti per soddisfare necessitá, crea ricchezza ed abbondanza senza limiti.

Se potessimo insegnare ai bambini da subito questa maniera di pensare, potremmo vedere l’effetto che ció avrebbe nelle loro vite. In realtá, io lo feci con i miei figli. Ripetei loro piú volte che c’era una ragione per cui loro erano qui, e che loro avrebbero dovuto scoprirla da sé. Dissi questo a loro per la prima volta quando avevano quattro anni. Insegnai loro anche a meditare, quando avevano piú o meno la stessa etá, e dissi: “Non voglio che vi preoccupiate mai di guadagnarvi la vita. Se avrete problemi a mantenervi quando sarete grandi io vi daró quello di cui avrete bisogno, di modo che non abbiate preoccupazioni per questo. Non voglio che vi dedichiate ad essere i migliori della scuola, ad ottenere i voti migliori o ad andare alla migliore universitá. Ció in cui desidero vi concentriate é nel domandare a voi stessi come potete servire l’umanitá e quali sono i vostri talenti unici. Perché ognuno di voi ha un talento unico che nessun altro possiede, e una maniera speciale di esprimerlo, ugualmente esclusiva”. I miei figli finirono per studiare nelle migliori scuole, ottenendo i migliori voti e inoltre all’universitá sono gli unici economicamente autosufficienti, perché laloro attenzione é fissa sul proposito per il quale sono qui. Questa é dunque la Legge del Dharma.

La Legge del Dharma ha tre componenti. La prima dice che ognuno di noi é qui per scoprire il suo vero io, per scoprire da sé che il vero io é spirituale e che siamo essenzialmente esseri spirituali che hanno adottato una forma fisica per manifestarsi. Non siamo esseri umani che hanno esperienze spirituali occasionali, ma al contrario: siamo esseri spirituali che hanno esperienze umane occasionali.

Ognuno di noi é qui per scoprire il suo io superiore o il suo io spirituale. Questa é la prima forma di compimento della Legge del Dharma. Dobbiamo scoprire per conto nostro che dentro di noi c’é un dio embrionale che desidera nascere affinché possiamo esprimere la nostra divinitá.

La seconda componente della Legge del Dharma é l’espressione del nostro talento unico. La Legge del Dharma dice che tutti gli esseri umani hanno un talento unico. Ognuno di noi ha un talento cosí unico nella sua espressione che in tutto il pianeta non esiste altro essere che abbia questo talento o che lo esprima in tal forma. Ció vale a dire che c’é una cosa che possiamo fare, e una maniera di farla, che é migliore di quella di qualsiasi altra persona, in questo pianeta. Quando stiamo svolgendo questa attivitá , perdiamo la nozione del tempo. L’espressione di questo talento unico (o piú di uno, in molti casi) ci introduce in uno stato di coscienza atemporale.

Imagen de una flor de loto

Terza componente della Legge del Dharma é il servizio all’umanitá, servire gli esseri umani e domandarsi: “Come posso aiutarli? Come posso aiutare tutte le persone con cui stringo un contatto?” Quando combiniamo la capacitá di esprimere il nostro talento unico con il servizio all’umanitá, usiamo pienamente la Legge del Dharma. E quando uniamo ció alla conoscenza della nostra propria spiritualitá, il campo della potenzialitá pura, é impossibile che non abbiamo accesso all’abbondanza illimitata, perhé questa é la reale maniera di ottenere abbondanza.

E non si tratta di un’abbondanza transitoria; é permanente in virtú del nostro talento unico, della nostra maniera di esprimerlo e del nostro servizio e dedizione all’altro che scopriamo domandando: “Come posso aiutare?”, al posto di: “Cosa ci guadagno io?”

La domanda “Cosa ci guadagno?” é il dialogo interno all’ego. La domanda “Come posso aiutare?” é il dialogo interno allo spirito. Lo spirito é questo campo della coscienza in cui sperimentiamo la nostra universalitá. Semplicemente cambiando il dialogo interno non domandando “Cosa ci guadagno io?” ma “Come posso aiutare?”, andiamo automaticamente oltre l’ego per entrare nel campo dello spirito. Il semplice fatto di cambiare il nostro dialogo interno in questo modo, ci apre inoltre le porte allo spirito, questo campo della coscienza dove sperimentiamo la nostra universalitá.

Se desideriamo usare al massimo la Legge del Dharma, é necessario impegnarsi a fare diverse cose:

Primo impegno: Attraverso la pratica spirituale cerchiamo il nostro io superiore, il quale va oltre il nostro ego.

Secondo impegno: Scopriamo i nostri talenti unici, e dopo averli scoperti gioiamo della vita, perché la gioia ha luogo quando entriamo nella coscienza atemporale. In questo momento, saremo in un stato di felicitá assoluta.

Terzo impegno: Ci domanderemo qual’é il miglior modo in cui possiamo renderci utili all’umanitá. Rispondiamo a questa domanda, e successivamente mettiamo in pratica la risposta. Utilizzeremo i nostri talenti unici per soddisfare le necessitá dei nostri simili; combineremo queste necessitá con il nostro desiderio di aiutare e servire gli altri.

Facciamo una lista delle nostre risposte a queste domande: Cosa farei io se non dovessi preoccuparmi del denaro e se nel contempo disponessi di tutto il tempo e denaro del mondo? Se nonostante le premesse volessimo proseguire con ció che stiamo facendo ora, é perché siamo nel Dharma, perché proviamo passione per quello che facciamo, perché stiamo esprimendo i nostri talenti unici. La seconda domanda é: “Qual’é la maniera migliore con cui posso servire l’umanitá?” Rispondiamo a questa domanda e mettiamo in pratica la risposta.

Imagen de una flor de loto

Scopriamo la nostra divinitá, troviamo il nostro talento unico e serviamo l’umanitá attraverso questo; in questo modo potremo generare tutta la ricchezza che desideriamo. Quando le nostre espresssioni creative concordino con le necessitá del prossimo, la ricchezza passerá spontaneamente da immanifesta a manifesta, dal regno dello spirito al mondo dell’orma. Cominceremo a sperimentare la vita come un’espressione miracolosa della divinitá, non occasionalmente ma in tutti i momenti. Conosceremo l’allegria vera del reale significato del successo, l’estasi e il giubilo del nostro proprio spirito.

Deepak Chopra

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