Il precetto cristiano che di fronte a un’offesa ci suggerisce “porgi l’altra guancia”, pronunciato da Gesú nel Sermone della Montagna, sembra contraddire il senso comune.

Quando ero bambino (qualche anno fa!) c’era una serie televisiva molto famosa: Kung Fu. Il protagonista, l’indimenticabile Kwai Chang Caine, passava i primi 55 minuti di ogni capitolo “porgendo l’altra guancia”, sempre in situazioni nelle quali era discriminato, maltrattato o perseguitato. Tuttavia, la parte migliore era il finale: questi ultimi 5 minuti in cui le circostanze diventavano cosí drammatiche che ormai non esistevano altre opzioni che utilizzare, finalmente, il suo dominio completo del Kung Fu, e allora diventava davvero implacabile… (Continua qui…)

Nel libro Un Corso di Miracoli troviamo molte volte, ripetuta in diverse maniere, l’idea che in realtá “non siamo mai arrabbiati per la ragione che crediamo”.
Tuttavia, ogni volta che ci arrabbiamo “sappiamo” con assoluta chiarezza con chi esattamente siamo arrabbiati e per quale motivo.
Questa apparente confusione verrá chiarita quando comprenderemo il meccanismo della proiezione:
Ció che ci fa arrabbiare di un determinato atteggiamento di qualcuno o che ci infastidisce di una determinata situazione che dobbiamo affrontare, é che ci mostrano, come fossero specchi, un volto o un conflitto che in realtá sono nostri, che formano parte del nostro mondo interiore.
La situazione o la persona che ci fanno arrabbiare, ricreano di fronte a noi una caratteristica propria, della nostra personalitá. Ma non una caratteristica qualsiasi, ma una a cui non siamo conformi, che ci risulta in particolar modo sgradevole e che combattiamo dentro di noi.
Si puó dire di David Hoffmeister che é un Maestro o che raggiunse l’illuminazione, ma probabilmente é piú efficace presentarlo semplicemente come qualcuno che fa bene ascoltare.
Il primo contatto che ebbi con la figura di David fu attraverso un semplice aneddoto. La persona che lo riportó, spiego prima che per molti anni aveva scelto per le sue vacanze qualche cittá della costa, sempre nelle ultime settimane dell’estate, perché gli piaceva molto la spiaggia specialmente quando non c’era tanta gente.
Peró gli sembrava molto triste vedere la grande quantitá di cani abbandonati che percorrevano le spiagge in questi periodi dell’anno, perché sapeva che erano le mascotte che certi genitori senza scrupoli avevano comprato per i loro figli all’inizio dell’estate e che ora lasciavano abbandonati semplicemente perché risultava scomodo portarli a casa e prendersi cura di loro per il resto dell’anno.

In una delle sue visite in Argentina, David trascorse alcuni giorni in spiaggia, in una di queste cittá della costa, giusto al termine dell’estate. Ma ritornando da Buenos Aires realizzó che la cosa piú meravigliosa di tutto il viaggio fu il suo indimenticabile incontro con i cani in spiaggia. Sapeva che erano stati abbandonati peró per lui, oltre a questo, erano pieni di allegria, completamente liberi, giocando, gioiendo e rispondendo con amore a qualsiasi gesto affettuoso.
Il racconto di questo aneddoto terminó con la seguente riflessione: Non vediamo il mondo cosí com’é, ma cosí come siamo. Lí dove vedevamo solo creature abbandonate, David, piú cosciente di noi della nostra vera natura, poteva vedere molto di piú…
Axel Piskulic
Nathaniel Branden é uno psicoterapeuta canadese la cui opera é incentrata nello studio dell’autostima, campo nel quale fu pionero. Partendo dalla psicologia arrivó a conclusioni equivalenti a quelle di coloro che affrontarono la stessa problematica ma da un punto di vista “spirituale”, come Louise L. Hay.
Quello che segue é un frammento del suo libro “The Six Pillars of Self-Esteem” (I sei pilastri dell’autostima):
L’autostima si manifesta in maniera semplice e diretta. Quando osserviamo in una persona la maggioranza delle seguenti qualitá, sicuramente siamo di fronte a una persona che ha un livello salutare di autostima:
Il testo che segue é stato scritto dal Dr. Joe Vitale. La storia che ci racconta e le sue riflessioni racchiudono una sfida, una benedizione: la realtá esterna a noi coincide con la nostra creazione individuale e, se lo accettiamo pienamente, possiamo guarirla attraverso l’amore.
La guarigione del tuo mondo comincia dentro di te:

Qualche anno fa, sentii parlare di un terapeuta nelle Hawaii che curó un capannone intero di pazienti criminali con serie patologie (pazzi) senza nemmeno visitare uno di loro. Lo psicologo studiava la scheda del paziente e poi guardava dentro se stesso per vedere come lui (lo psicologo) aveva creato l’infermitá di questa persona. Nella misura in cui lui migliorava, anche il paziente migliorava. (Continua qui…)